Pur in presenza di un impianto morfologico del quartiere ancora di un certo pregio emerge un forte degrado delle strutture edilizie e la loro orai inadeguata composizione tipologica, spesso molto inferiore rispetto agli standard oggi richiesti.
Il quartiere presenta una marcata e diffusa obsolescenza di alcuni impianti tecnici (come il sistema delle fognature), la diffusa assenza di ascensori, le numerose infiltrazioni d’acqua.
L’impianto di riscaldamento che serve l’intero quartiere è costituito dalla centrale termica localizzata in piazzale Selinunte, una struttura antiquata giunta al limite del suo ciclo di vita, la cui rete di distribuzione è sottoposta a continui interventi di manutenzione ‘soft’ ma che non sono più sufficienti a garantire un adeguato servizio alla popolazione del quartiere nel medio periodo.
Nel quartiere è presente una consolidata rete territoriale di servizi sociali (istituzionali e non) che necessita tuttavia di un maggior coordinamento tra le diverse realtà operanti in ambito sociale al fine di poter meglio raggiungere le molteplice esigenze della popolazione. Le persone anziane vivono problemi economici, di solitudine e di salute, accompagnati da una difficoltà di mobilità per il degrado degli edifici senza ascensori.
Nel quartiere sono stati inoltre evidenziati disagi collegati all’integrazione delle famiglie straniere. I rapporti con i singoli stranieri sono buoni, ma l’insieme di popolazione straniera, illegalità, occupazioni abusive dà origine nella popolazione residente a un senso di insicurezza e alla percezione degli “stranieri” come un problema. Le strutture scolastiche sono caratterizzate sempre più per l’assenza di italiani e per l’emergere di un contrasto anche fra gli stranieri oramai inseriti e i nuovi arrivi.
Nel quartiere risulta inoltre alto il numero di persone con disagio psichico a fronte di un presidio sanitario territoriale giudicato distante (Bonola).
Già caratterizzato per una popolazione di clienti con un potere d’acquisto limitato e in particolare anziani, in quartiere vi è un costante processo di chiusura delle attività commerciali gestite da italiani, cui corrisponde una progressiva sostituzione di subentri a gestione straniera. Di fatto, oggi, sono molti i negozi chiusi, in attesa di subentro.
Si evidenziano dinamiche di degrado in relazione a tali servizi artigianali e commerciali e in sintesi:
- subentri alle realtà tradizionali di commercio e artigianato di Commercio etnico privo di specializzazione particolare e soprattutto di attenzione ad elementi di immagine esterna e decoro urbano;
- presenza di Spazi a destinazione commerciale, convertiti clandestinamente ed illegalmente in angusti spazi dormitorio di Stranieri, affittati per posto letto secondo logiche di massimo profitto.