Il quartiere è suddiviso in due grossi agglomerati cittadini denominati Milite Ignoto e Baracca. Originariamente denominato D’Annunzio, è uno dei più grandi quartieri realizzati a Milano dall’Istituto per le Case Popolari, in quanto comprende 6.110 alloggi.
Realizzato tra il 1935 e il 1947, su progetto degli architetti Albini, Camus, Palanti, Battigalli, Fabbri, Minoletti, Cerutti e Putelli presenta un impianto compositivo e tipologico strettamente aderente al canone razionalista; il quartiere fu realizzato con una densità edilizia superiore, a discapito delle superfici a verde, oltre alla mancanza di attenzione per i servizi e le attrezzature pubbliche. A parte asilo, bagni e lavatoi in comune, il quartiere venne realizzato con un rapporto tra popolazione insediata e attrezzature pubbliche del tutto insufficiente a garantire la qualità della vita degli abitanti.

L’impianto razionalista è evidente al primo sguardo: corpi di fabbrica ordinatamente disposti intorno ad una maglia stradale ordinata e ortogonale, volumi spogli e privi di ogni movimento, coperture piane, cortili disposti tra un corpo di fabbrica e l’altro.

Il quartiere tutt’oggi rappresenta un pezzo della storia dell’urbanistica e dell’architettura milanese e, all’epoca della sua realizzazione, costituiva un intervento di punta nel modo di concepire l’edilizia popolare.
Il quartiere si distingue per la particolare forma a quadrilatero che struttura anche il sistema della viabilità: le vie Paravia a nord-ovest, Civitali a sud-ovest, Ricciarelli a sud-est e Dolci a nord-est ne delimitano il perimetro, mentre viale Mar Jonio e viale Aretusa costruiscono gli assi longitudinali che tagliano verticalmente il quartiere. Piazzale Segesta a nord e piazzale Selinunte a sud, concepite in forma di rotonda viabilistica, marcano poi l’impianto generale dando maggiore respiro all’insediamento.